
Quando, 10 anni fa, mi sono sposata, non sapevo fare neppure un uovo fritto. E vi assicuro che non è una battuta. E' proprio un dato di fatto. Però ero armata di buona volontà.
E ci sono cose, di quel periodo, che restano indelebili nella mente.
Pochi giorni dopo essere rientrati dal viaggio di nozze, ho acquistato una rivista... un giornale semplice, senza troppe pretese... uno di quelli che farebbero impallidire i pluripremiati chef Michelin, uno di quelli che elergivano una ricetta per ogni giorno del mese, uno di quelli che la ricetta la spiegavano piuttosto sommariamente.
Ed io, giovane ed inesperta mogliettina, desiderosa di preparare una pietanza prelibata per la cena, mi sono lasciata conquistare dall'appetitosa foto di "semplici" scaloppine ai funghi.
Embè, direte voi... che ci vuole a farle???!
In effetti non è nulla di complicato. A patto, però, di sapere quali sono i rischi a cui si va incontro. Ma io quei rischi non li conoscevo. E ho cominciato a preparare le scaloppine, seguendo la ricetta punto per punto.
"Trifolare i funghi affettati sottili in olio e burro"... e fin qui ci sono arrivata.
"Infarinare le scaloppine" ... e pure questo è alla mia portata.
"Insaporire le scaloppine in padella con olio e burro"... ok, ce la posso fare.
"Versare un bicchierino di brandy e lasciarlo evaporare" ... e qui c'è l'inghippo.
Innanzitutto, la quantità è imprecisata... e siccome è sempre meglio abbondare, io ho usato un bicchiere da acqua come misurino. E siccome non c'era scritto da nessuna parte, non ho abbassato la fiamma sotto la padella. E sempre perchè non era specificato il contrario, ho versato il liquore tutto d'un botto.
Il risultato?
Delle scaloppine flambè.
Solo che io, giovane ed inesperta, mi sono spaventata a morte vedendo le fiamme alzarsi dalla padella ed arrivare a lambire la cappa ... così in un attimo di folle lucidità (o di lucida follia, decidete voi!) ho afferrato la padella con entrambe le mani ed ho cominciato a girare attorno al tavolo, come un'ossessa, urlando a squarciagola "il fuoco! và a fuocoooo" per richiamare l'attenzione della mia cara metà, intenta a docciarsi.
Immagino che non debba spiegarvi lo sguardo che mi ha rivolto, dopo essere accorso ancora gocciolante ed aver semplicemente messo un coperchio sulla padella: (O_O) ...
Ecco... questo è uno dei momenti che non dimenticherò mai.
La torta che vi presento oggi mi è stata espressamente richiesta per il primo compleanno di un bimbo... la mamma ne aveva vista una simile sul web... io ho cercato comunque di personalizzarla il più possibile.
La base è un pds, con bagna al vermouth bianco e succo di fragola, farcito con crema di mascarpone e latte condensato, arricchita da fragole fresche. Il piano superiore è un pds non farcito, poichè la torta non doveva essere eccessivamente grande.
Alcuni particolari della Playhouse stilizzata...
Altra panoramica generale... La copertura e le decorazioni sono realizzate in pasta di zucchero ... Topolino e Pluto li ho modellati completamente a mano e sono poco più grandi di un comune bicchierino da caffè usa-e-getta ...
Qui sotto potete vedere Topolino in primo piano... non è venuto proprio perfetto... avrei voluto migliorare un pò il viso, ma dopo averlo rifatto 3 volte... mi sono arresa alla stanchezza!
Qui invece alcuni particolari: innanzitutto Topolino e Pluto... e poi la mini-cake, che ho usato anche come supporto per la candelina...
Mi piaceva molto l'idea di rendere la torta molto colorata... e quindi ho distribuito sulle basi tanti piccoli pois e tanti cerchi concentrici, in maniera quasi casuale... per dare anche un tocco di naturalezza all'insieme....
Le basi sono poi rifinite con ghiaccia gialla con sfumature rosse...
Il mio piccolo critico di casa è rimasto entusiasta alla vista della torta e mi ha dato la sua approvazione, cito le sue testuali parole: "si, mamma, questa torta è proprio fantasticamente colorata... fa venire proprio voglia di fare il compleanno! "...
Nell'insieme sono rimasta molto soddisfatta anche io... ed a voi come sembra?
