lunedì 19 marzo 2012

Le Zeppole di S.Giuseppe.... in ritardo...

Oggi è la Festa del Papà... riporto in auge un post vecchio, perchè la ricetta delle Zeppole, dolce tipico di questa giornata, è la stessa: quest'anno non ho avuto nè il tempo nè la voglia per nuove sperimentazioni...
Approfitto per fare gli Auguri a tutti i Papà... e soprattutto al mio, che anche se non c'è più fisicamente con me so che mi è cmq accanto... e forse non sempre approva quello che faccio, ma so che se mai avessi bisogno di un porto sicuro in cui rifugiarmi... le sue braccia sarebbero aperte.




Ahahaahhahaha me la rido da sola!
Mentre caricavo le foto di questo post (e contemporanemente bevevo una tazzina di caffè, caricavo le foto su Picasa per metterci la firma, leggevo e commentavo qualche post su Cook), mi è partito un tasto sbagliato ed ho pubblicato il post con solo 3 foto!
Immagino che se qualcuna l'avrà visto avrà pensato che comincio ad avere il delirio di onnipotenza! ^_^
In realtà la mia è solo distrazione! Dovuta alle tremila cose da fare da cui mi ritrovo sommersa in questo periodo e dal poco tempo a disposizione per scrivere, commentare e cazzeggiare sia qui sul blog che su Cook! O_O
Per l'altra settimana mi hanno chiesto una Vuitton Bag Cake... ed io sono già in ansia da prestazione e mi sto spulciando il web alla ricerca di un tutorial! Qunado mi fanno richieste così precise vado un pò in panico... mi creo mille dubbi e mille paure, e vado in ansia da prestazione! O_O
Quindi immagino che mi scuserete se pubblico in ritardo queste Zeppole... ma proprio non ci sono riuscita a postarle prima!
Come vi ho detto nel post precedente, quest'anno ho voluto provare la pasta bignè di Montersino... ed il risultato è stato a dir poco strepitoso!
Per la ricetta quindi vi rimando al post citato sopra, dove è riportata con accuratezza e dovizia di particolari! ;-)
Per la crema invece, ho provato una ricetta tratta da un libricino acquistato tanto tempo fa e ci ho aggiunto una cosina di cui dopo vi darò ragione...
Ingredienti:
500 ml di latte
150 gr di zucchero
60 gr di amido di mais
5 tuorli
sale
vaniglia
Il procedimento è il classico: mettere il latte a scaldare e montare i tuorli con lo zucchero, poi aggiungere il sale e l'amido di mais ed i semini della bacca di vaniglia... aggiungere il latte caldo e porre poi tutto su fuoco dolce e lasciar addensare...
A fine cottura ho travasato la crema in una ciotola e ci ho aggiunto un cucchiaino di pasta ZuppaInglese.... si, le essenze che di solito si vendono in barattolino... mi sono ricordata che il professore del corso di pasticceria dello scorso anno lo aggiungeva sempre alla sua crema ed otteneva un composto profumatissimo!

Questa crema così dolce e profumata è adattissima alle zeppoline di pasta choux, che di loro non hanno nessun sapore predominante... la crema compensa perfettamente la loro mancanza di dolce!
Nella foto sotto potete vedere come si presentano le zeppoline all'interno: la mollica è alveolatissima, quasi inesistente... per cui sono gonfie e leggerissime!

Io ho fatto delle zeppoline proprio mignon perchè poi le ho utilizzate per creare un piatto dessert che ho chiamato "sinfonia di pasta choux" (come forse riuscite ad intuire dalla foto finale) ... ma questo lo vedrete nel mio prossimo post! ;-)





giovedì 15 marzo 2012

Bavette Gamberi e Carciofi ... e qualche frecciatina... ;-)

Ci sono situazioni che nella loro semplice stupidità sono disarmanti.
A volte pensi che una persona adulta si comporti in maniera adeguata alla sua età.
Invece ultimamente ho sempre più la conferma che le regole del gioco stanno cambiando.
Solo che non so se io voglio adeguarmi a queste nuove regole.
Mi sembra di essere tornata indietro nel tempo. A quando ero ragazzina e ci si faceva i dispetti con la compagna di scuola antipatica o con la rivale in amore.
Solo che allora io e chi mi stava accanto o di fronte, avevamo dai 12 ai 16anni... ora che ne ho qualcuno in più, certi ragionamenti e soprattutto certi attegiamenti non mi appartengono più.
Quindi certe situazioni che si stanno venendo a creare attorno a me mi fanno sorridere... anzi in verità mi fanno proprio ridere.
Non ne capisco la necessità e sinceramente non ne capisco neppure l'utilità.
Forse sarò io a essere fatta male. Forse sarò io troppo coerente con me stessa. Forse sarò io troppo fiera ed orgogliosa per poter anche solo pensare di imitare un'altra persona. Fatto sta che intorno a me la ruota gira... io ne sono ancora il centro ... e continuo a ridermela sotto i baffi!

Oggi, un piatto semplice...
Ingredienti:
Scalogno
aglio
gamberi
Carciofi
vino bianco
prezzemolo
aneto
Puliamo i carciofi privandoli delle foglie più dure e dell'eventuale fieno interno. Tagliamoli a spicchi sottili e lasciamoli rosolare in padella con olio evo, lo scalogno ed il prezzemolo tritati... Se necessario aggiungiamo poco brodo bollente per portarli a cottura. Teniamoli in caldo.
Nella stessa padella lasciamo soffriggere l'aglio intero con altro prezzemolo tritato ed aggiungiamo i gamberi: una parte va tritata al coltello e qualcuno va tenuto intero e con la coda per la decorazione del piatto. Lasciamo colorire i gamberi rigirandoli spesso e poi sfumiamo con un bicchiere di vino bianco: questa operazione va fatta a fuoco alto perchè l'alcool deve evaporare immediatamente.
Aggiungiamo i carciofi tenuti da parte... lasciamo insaporire tutto insieme per pochi minuti.
A parte lessiamo al dente la pasta (io Bavette Garofalo) e mantechiamola in padella, aggiungendo qualche cucchiaiata di panna da cucina... Spolverate con aneto fresco tritato ... o erba cipollina e servite...
I carciofi hanno un gusto davvero delicato che si sposa perfettamente con la leggera sapidità dei gamberi... io non ho aggiunto nè sale nè pepe per non appesantire i sapori ed i profumi...


lunedì 12 marzo 2012

Ciabattone di Montersino... ormai è diventato amore vero! :D

Oggi mi sembra davvero di essere una donna in carriera...
In mezza mattinata ho 3 appuntamenti diversi per 3 progetti diversi... e se mi avanzano 5 minuti dovrei pure passare dalla mia socia per mettere a punto un nuovo corso...
E nel pomeriggio ovviamente c'è anche la lezione di pasticceria all'Università Popolare...
E in tutto questo si incastra un marito in convalescenza da un piccolo intervento... una cosa banale, ma per lui che ha una soglia di sopportazione del dolore davvero bassa.... è una tragedia!!!
Quindi amiche oggi fate il tifo per me: incrociate tutto l'incrociabile perchè oggi mi servirà una bella dose di fortuna!

La scorsa settimana ero in giro per una passeggiata e mi sono infilata in una libreria aperta in cerca di un libro di Felder... non l'ho trovato (a quanto pare a nessuno è venuto in mente di tradurre i suoi testi!) ma ho avuto una botta di fortuna esagerata trovando 2 libri di Montersino per soli 30€ complessivi! O_O
E quindi capirete che dovevo mettermi all'opera subito... e la sezione salata è quella che ha più colpito la mia fantasia... così per prima cosa ho voluto provare del pane... semplicissimo senza ingredienti astrusi o passaggi complicati... per un risultato davvero ottimo.

Ingredienti:
500 gr di farina 0
25 gr di lievito di birra fresco
375 gr di acqua
10 gr di sale
1 cucchiaino di malto d'orzo
Facciamo una fontana con la fontana, al centro sbricioliamo il lievito e copriamolo col malto: lasciamolo così per 10 minuti: in questo modo il lievito comincerà a liquefarsi ed a nutrirsi ... poi aggiungiamo 300gr di acqua e impastiamo fino ad avere un impasto consistente.... aggiungiamo il sale ed i restanti 75 gr di acqua (a mio parere troppi... la prossima volta riduco) e continuiamo ad impastare per avere un impasto abbastanza incordato.
Col Ken ed il gancio a spirale, a velocità 2, io ho impiegato circa 15 minuti per avere una pasta incordata... ma cmq resta molto molle!
Il blob va messo in una ciotola unta d'olio e fatto riposare coperto in frigo per un'ora e mezza. Io mi son scordata di oliare un pò anche la superficie del blob, ma sarebbe meglio farlo.

Dopo il riposo in frigo (in cui il blob è cresciuto mostruosamente), l'impasto va scaravoltato su un piano di lavoro ben infarinato: abbondate con la farina che è appiccicoso da morire!
Poi va porzionato con una spatola per formare le ciabatte: io ne ho fatte 4 grandi...ma la prossima volta le farò più piccole...
Le ciabatte vanno fatte riposare per 50 minuti e poi trasferite su una teglia da forno: sinceramente a me con questo passaggio si sono un pò sgonfiate... quindi la prossima volta le metto direttamente a lievitare sulla leccarda del forno.
Vanno poi cotte in forno a 225° per 30 minuti circa (ame ne sono bastati poco più di 20.... come sempre regolatevi in base al vostro forno)
Il pane è semplice, ma saporitissimo... presenta una buona alveolatura... e se la struttura fosse stata un pelo più compatta sarebbe venuto anche un pò più alto.... cmq le 4 ciabatte sono andate via in un lampo... io ne ho mangiata quasi una a metà ancora calda... non ho resistito... e l'unica mezza superstite si è mantenuta molto bene anche il giorno successivo...
Quindi direi che come sempre il maestro non sbaglia una colpo! ;-)


mercoledì 7 marzo 2012

Madame et Monsieur... Les Macaraons. :D ..... sto anche diventando internescional...!!!!

"La vita è una scatola di cioccolattini: non sai mai quello che ti capita" .... ecco questa è una delle frasi più celebri del film Forrest Gump.
E oggi rappresenta proprio la mia vita: giorni in cui ti sembra che nulla giri per il verso giusto, e giorni in cui tutto gira così veloce da farti venire quasi le vertigini, e giorni in cui gira solo quello che deve girare, e giorni in cui ti sembra che finalmente tutto giri per il verso giusto!
Con l'avvicinarsi della Primavera sembra che tutti stiano uscendo dal letargo e dal grigiore invernale, e che tutti abbiano di nuovo voglia di rimettersi in moto e di rimettersi in gioco!
Quindi tante nuove torte da progettare, tanti nuovi corsi da mettere a punto, e qualche progetto inaspettato da definire e portare avanti: incrociate le dita per me, perchè ieri ho ricevuto una telefonata che mi ha riempito di soddisfazione e che potrebbe portarmi un gradino più in alto!

Un amico blogger ha detto che c'è stato un periodo in cui i Macarons andavano di moda ed impazzavano su tutti i blog... io sinceramente forse arrivo in ritardo o forse sono demodè... ma li ho voluti riprovare la scorsa settimana e proporli alla festa di compleanno di mio figlio... perchè la prima volta che li ho fatti (qui sotto le direttive di Montersino) mi erano piaciuti tanto, ma non avevo avuto il modo di provare una farcia degna di questo modo.
Quindi mi sono messa un pò a girovagare sul web, in cerca di ricette e consigli e sono approdata alla ricetta di Felder... che a quanto pare è sinonimo di garanzia.

Ingredienti:
450 gr di zucchero a velo
250 gr di farina di mandorle
200 gr di albume (meglio se vecchio)
50 gr di zucchero semolato

Per prima cosa lo zucchero a velo e la farina di mandorle vanno miscelati assieme: andrebbe fatto col setaccio, alternando cucchiaiate dell'uno e dell'altro. Io avevo poco tempo ed ho dato giusto una botta di mixer.
Cominciamo a montare a neve ben ferma gli albumi con poche gocce di succo di limone (io prima mettevo il sale poi ho scoperto che il succo di limone contiene un acido tartaro che agisce diversamente e più in fretta sulla molecole dell'albume e da allora aggiungo sempre e solo quello) ... gli albumi devono essere sodi e ben fermi al punto che inclinando la ciotola non devono muoversi. Aggiungere ora lo zucchero semolato e rimontare di nuovo a neve ben ferma: all'inizio vi sembrerà che il composto smonti ridiventando semiliquido, ma è normale: abbiate fede e pazienza e vedrete che otterette una sorta di meringa lucida e compatta, ma soprattutto ben gonfia e ferma.
Ora con l'aiuto di una leccapentola incorporate il mix di farina e zav, con movimenti che vanno dal basso verso l'alto e facendo attenzione a non smontare tutto il composto.
Questa è la parte più delicata: se lavorate troppo potete rendere l'impasto molle e quindi si spatascerà tutto sulla teglia, se lavorate troppo poco non arrivate al punto di "macaronage" e i vostri dolcetti avranno una sorta di ciuffo sul dorso.
A me è successo con la parte di impasto che ho lasciato neutro: mi sono dimenticata di dargli un altro paio di rimescolate e qualche macarons aveva il ciuffetto.
Dividetevi l'impasto in due o più ciotole e con rendetelo della tonalità che più vi aggrada con i coloranti in polvere o in pasta: ricordate che ad ogni colore dovrebbe poi corrispondere il gusto della farcia.
Per questi verdi io sono partita da una Ganache al cioccolato bianco a cui ho aggiunto qualche cucchiaino di pasta la pistacchio (di quella buona, arrivata direttamente dalla Sicilia).

Questi color nocciola, sono invece farciti con un caramello al burro salato e sono i miei preferiti!
Questi naturali li ho farciti invece con una base di ganache bianca aromatizzata alla liquirizia... (dalle foto potete vedere che questi hanno un piccolo ciuffo)...
Una volta che i vostri impasti colorati cono pronti, con l'aiuto di una sac-a-poche formate tanti spuntoni sulla teglia foderata di carta forno e lasciateli riposare a temperatura ambiente per una mezz'ora.
Poi infornateli a 160° per 15 minuti circa: fate attenzione perchè come le meringhe devono asciugare e non colorire.
I macarons si ritengono riusciti quando formano quella sorta di collarino alveolato alla base! ;-)
Da caldi sono fragilissimi, quindi nel caso in cui vi sembri che non vogliano staccarsi dalla carta, versate un bicchiere d'acqua fredda sul fondo della teglia.
Ora chiudete gli occhi, tappatevi il naso e la bocca, e abbiate la forza di chiudere i macarons in una scatola per biscotti: non assaggiateli appena fatti perchè ne restereste delusi: devono riposare almeno un paio di giorni sennò vi sembreranno gommosi e stucchevoli!
Lo stesso discorso vale per la farcia: una volta completati vanno fatti riposare ben incellophanati o chiusi per permettere alla crema di fondersi col pasticcino...
Poi... poi godetevi il vostro paradiso... sono una vera lussuria per i sensi, uno tira l'altro, e vi sembrerà di non poterne più fare a meno!!!
Poi, se volete approfondire il discorso vi consiglio un giro sul blog di Morena: troverete tante indicazioni tecniche molto utili! ;-)



lunedì 5 marzo 2012

Crocchettine ai Gamberetti... e un pò di filosofia a buon mercato! ;-)

Ho imparato che ...
il silenzio è la miglior risposta quando si sente una stupidaggine...
Che quando penso di sapere tutto ancora non so niente...
Che un solo giorno può essere più importante di molti anni...
Che gli amici si conquistano mostrando chi realmente siamo...
Che i veri amici stanno con noi fino alla fine...
Che le cose peggiori spesso si nascondono attaverso una buona apparenza...
Che si può conversare con le stelle...
Che ci si può confessare alla luna...
Che si può viaggiare nell'infinito...
Che è salutare sentire buone parole...
Che anche essere gentili fa bene alla salute...
Che è necessario sognare...
Che si può essere bambini tutta la vita...
Che il nostro essere è libero...
Che giudicarsi e farsi giudicare non è importante...
Che non si può morire per imparare a vivere...
Ma soprattutto ho imparato che si può fare a meno degli altri... perchè l'unica cosa che conta prima di tutto sono IO.
Buongiorno Gente! stamattina mi sento un pò poeta di mezzo tempo... ed ho deciso di trascrivere anche qui sul blog un pensiero che ho pubblicato un paio di giorni fa su Fb...
In fin dei conti Fb rappresenta lo svago, il divertimento, il momento di puro e sano cazzeggio con le amiche... mentre questo è il mio diario, il mio porto sicuro, quasi una sorta di rifugio cui approdare quando il sangue mi ribolle nelle vene e/o il mononeurone si mette in sciopero...
E a volte ci sono situazioni che ti fanno proprio salire il sangue alla testa... ci sono persone che pensano di poterti conoscere meglio di come tu conosci te stessa, che cercano di calarti in panni che sicuramente non sono i tuoi... ed al tuo rifiuto si permettono pure il lusso di farti la ramanzina...
Ecco perchè ribadisco che ho imparato fare a meno degli altri, perchè prima di tutto vengo IO. ^_^
La ricettina di queste crocchettine è decisamente vecchia... risale più o meno al 2003/2004, periodo in cui, non lavorando più, seguivo con assiduità la Prova Del Cuoco e appuntavo diligentemente su un quaderno tutte le ricette che propinava Anna Moroni ... E questa mi aveva colpito per la particolarità dell'impasto di base, e da quando l'ho provata non l'ho più mollata: è di un buono indiscutibile e piace sempre a tutti!
Ingredienti:
30 gr di burro
50 gr di farina
200 gr di latte
1 pizzico di sale
noce moscata
1 cucchiaio di amido di mais
1 albume
350 gr di gamberetti surgelati

Per prima cosa mettiamo a bollire 1 pezzetto di carota, di sedano e di cipolla con pepe in grani (io uso quello rosa) e un paio di fette di limone... aggiungiamo i gamberetti e lasciamoli scottare per 3-4 minuti.
Una volta scolati, tritiamoli al coltello.
Prepariamo una besciamella facendo sciogliere il burro ed aggiungendovi la farina: lasciamo tostare il roux e diluiamo col latte ed una frusta: attenzione ai grumi... Utilizzate una spatola e lasciate cuocere il composto finchè si forma un composto denso che si stacca dalle pareti della pentola e resta attaccato alla spatola. Con questo tipo di rapporto dovete per forza ottenere una besciamella molto densa.... di solito in pochi minuti, ma nel dubbio cuocete qualche minuto in più ma non in meno: è la base fondamentale della riuscita.
Aggiungete 1 pizzico di sale, del pepe e la noce moscata grattugiata... A caldo aggiungete anche il cucchiaio di amido di mais e l'albume (qualche volta io aggiungo anche del prezemolo tritato finissimo o dell'erba cipollina). Amalgamate anch ei gamberi tritati, e trasferite il composto in frigo a riposare per almeno 3-4 ore (io di solito lo lascio in frigo tutta la notte).
Quando andrete a riprenderlo, vedrete la differenza: la besciamella sarà diventata bella soda e facilmente maneggiabile. Inumiditevi le mani con l'acqua e create delle crocchettine: le mie sono grandi quanto una noce: non fatele enormi perchè più sono piccole e più sono sfiziose.
Rotolatele nel pane grattugiato (qualche volta vi aggiungo anche dei semi di sesamo che coi gamberi ci stanno benissimo) e poi friggetele in olio ben caldo.

Sono delle piccole chicche che si sciolgono letteralmente in bocca vista la presenza della besciamella alla base del composto!
E di solito piacciono perfino a chi non ama particolarmente i gamberi! Io le avevo un pò messe nel dimenticatoio, poi sfogliando il quadernino di appunti ho ritrovato la ricetta e, in meno di 3 mesi, le ho rifatte in più di 10 occasioni... e ogni volta i miei ospiti si sono leccati anche i baffi! ;-)


venerdì 2 marzo 2012

Biscotti Mario Bros... e di amicizie ritrovate...

Il tempo alle volte è davvero relativo.
Ci sono persone a cui resti legata anche se sono quasi 20 anni che non le vedi.
Persone che ti riportano alla mente tanti bei ricordi... persone con cui hai condiviso quasi metà della tua vita... e che ritrovi per caso grazie ad un social network.
Ed è come se quei 20nni non fossero passati. Ti ritrovi a pensare a tutte le volte che t'ha aspettata all'uscita dalla scuola... a tutti i giri in moto che ti portava a fare... a tutte le cazziate che ti faceva quando gli dicevi che ti piaceva qualcuno... ^_^
E senti che l'affetto che provavi per lui è immutato. Lui, il fratello coetaneo che non avevi e che hai incontrato. Lui, il tuo migliore amico per oltre 10 anni...
C'è chi dice che l'amicizia fra maschio e femmina non sia possibile. Per me non è vero. Lui per me è stato un fratello... siamo cresciuti insieme... poi la vita ci ha allontanati per vicissitudini diverse. Ma ci siamo ritrovati. E siamo ancora quei 2 ragazzini che si scambiavano consigli d'amore sui filarini... :-)

Questi biscotti non hanno bisogno di tante presentazioni... la base è in frolla , alla mandorla... e la decorazione è tutta in pasta di zucchero. Il faccione di Mario Bros è interamente creato a mano... con i particolari in rilievo per dargli un effetto tridimensionale... Sono stati usati come regalino da consegnare agli amichetti a fine festa di compleanno... ^_^


lunedì 27 febbraio 2012

Panini... un piacere semplice, da riscoprire di volta in volta...

Ci sono giorni in cui il buonumore è alle stelle...
Giorni in cui splende il sole in cielo.
Giorni in cui ti svegli col cinguettare degli uccelli alla finestra.
Giorni in cui sembra che la primavera sia già arrivata.
Giorni in cui ti osservi allo specchio e ti vedi diversa.
Giorni in cui i tuoi occhi brillano di luce propria.
E in questi giorni tutto ti fa stare bene. Basta anche una canzone a trasmetterti allegria.... a portarti il sorriso sulle labbra e nel cuore. :-)

E in questi giorni in cui tutto è solare.... niente scalda di più il cuore che un buon pane appena sfornato! E quando per caso ho visto questi panini sul blog di Francesco, mi è venuta subito l'acquolina... e in men che non si dica mi sono messa all'opera...
Per le dosi originali vi rimando al suo post.... io qui riporto le mie modeste modifiche, per un pane morbido e saporito....un pò rustico anche nel sapore data la presenza della semola... ;-)

Ingredienti:
200 gr di farina 0
200 gr di farina 00
200 gr di semola rimacinata
50 gr di olio evo
200 gr di latte
100 gr di acqua
mezzo cubetto di lievito di birra fresco
20 gr di malto d'orzo
15 gr di sale
In una capace ciotola (io in quella del mio fido Ken) miscelate le farine... al centro fate un buco e aggiungetevi il malto ed il lievito sbriciolato. Versate a filo metà acqua e latte (io li peso in un unico contenitore... così si miscelano) e cominciate ad impastare... aggiungete l'olio, il sale ed i liquidi rimanenti... Tirate fuori l'impasto dalla ciotola e dategli una bella ribattuta anche sul piano di lavoro, poi formate una palla e lasciatela lievitare, in un contenitore coperto da cellophane, per un'ora circa.
Riprendete l'impasto, tiratelo in un rettangolo e tagliatene tante strisce.... che poi avvolgerete su se stesse senza stringere troppo.
Lasciate riposare ancora per un'ora i panini formati (potete anche farne delle trecce o dei cornettini) e preriscaladate il forno a 200°.
Prima di infornarli pennellateli delicatamente con una miscela di acqua e latte e se vi piace cospargeteli con semi di sesamo o papavero.
Cuoceteli per circa 15 minuti.

Il risultato è un pane leggero, ma saporitissimo per la presenza dell'olio e della semola, e morbido per la presenza del latte. E' ottimo anche in formato mignon per un buffet o per la merenda dei bambini...
E con quest'ultima foto vi auguro un Buon Inizio Settimana... la mia sarà decisamente caotica: tanti nuovi progetti in corso, le lezioni dell'Università Popolare da portare avanti ed una festa da sviluppare e realizzare! ;-)